lunedì 9 aprile 2012

Effetti collaterali

Effetti collaterali di Pragmatica.
In piena filosofia di Pragmatica, ho voluto presentare alla mostra di settembre anche questi due lavori.

Stanchi dei soliti mercanti"Stanchi dei soliti mercanti e affaristi che tentano di succhiarti il sangue?"

Ebbene si, sono proprio stanco dei " mercanti e faccendieri d'arte" che cercano di sfruttare a proprio vantaggio deformando e imponendo le regole del mercato. Per questo ho realizzato questo lavoro.
Facciamo Paura  L'arte è cultura, la cultura è un indice di civiltà. In questo periodo di crisi economica si è messo mano più volte per ridurre le risorse alla cultura, soprattutto all'arte e alla storia dell'arte.
In un paese con il patrimonio artistico più ricco al mondo trovo poco intelligente non investire nell'arte per incentivare il nostro DNA artistico.
Come risposta a questa politica ho pensato ad un detergente efficace contro i contabili della cultura.


Qui a fianco due particolari


Raniero

domenica 4 dicembre 2011

Any Where 18 Dicembre 2011 Galleria Samonà, via Roma, Padova

Any Where
Era il 2004 quando conobbi Silvio De Campo e Renata Galiazzo durante una conferenza tenutasi nel Liceo Artistico. C'è stata quasi subito un'affinità d'animo, personale, più che artistico.
Nel 2005, credo di ricordare esattamente, durante una loro mostra mi hanno coinvolto in questo progetto ANY WHERE, ossia nell'installare alcune loro riproduzioni fotografiche di opere in posti particolari e realizzarne una foto come "testimonianza" dell'installazione.
Renata e Silvio hanno raccolto queste foto e all'interno della mostra STUDIO, inaugurata il 4 di Dicembre, prenderà vita il progetto ANY WHERE, presentato appunto il 18 Dicembre 2011.
Ho partecipato molto volentieri a questo progetto con due montaggi fotografici di due opere di Silvio e Renata su ambienti virtuali creando così un'opera sull'opera, enfatizzando il primordiale messaggio delle opere di Silvio e Renata, amplificando l'essenza seppur decontestualizzando il loro lavoro, appunto cambiandone fisicamente l'ubicazione.
Ringrazio Silvio e Renata per l'occasione che mi hanno dato e per la loro amicizia.


Raniero
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martedì 27 settembre 2011

Presentazione a Pragmatica, 21 settembre 2011

Presentazione a Pragmatica
Volevo ringraziare Katia Giovinazzo per il lavoro fatto e la presentazione delle mie opere esposte a Pragmatica durante la serata del 21 settembre, altresì ringraziare tutti i partecipanti all'evento che mi hanno dimostrato affetto e partecipazione.
Ho postato qui la prima parte del video per che volesse vedere l'evento.


Un doveroso ringraziamento a Stefano per il lavoro di ripresa e montaggio


Raniero

sabato 17 settembre 2011

Inaugurazione PRAGMATICA

Roberto Callegari, presidente dell'associazione Capovilla
mentre presenta l'evento "PRAGMATICA"

Alcuni giovani curatori presenti alla serata dell'inaugurazione
Vale la pena di citarli tutti i giovani curatori, ringraziandoli della loro partecipazione e per il lavoro svolto;
puramente in ordine di apparizione:





Lisa Parolo
Giulia Giraldo
Edoardo Anastasio
Caterina Mestrovich
Katia Giovinazzo
Elena Beni
Maria Palladino
Elisabetta Vanzelli
Chiara Rizzante
Benedetta Turlon
Federica Magro



Guido Galesso, critico d'arte
durante il suo intervento di apertura su "PRAGMATICA"
Un estratto dal suo intervento:
 Il campo entro il quale si giocano i rapporti fra artista e critica può essere schematicamente definito entro le due concezioni dell’arte e della critica rappresentati dalle due descrizioni precedenti, che possiamo considerare simili a due poli d’attrazione. Fra i due poli agiscono le varie componenti che formano il mondo dell’arte, gli autori e il pubblico, gli artisti, i critici, i curatori, i galleristi i collezionisti.
Pragmatica, promossa dall’Associazione Paolo Capovilla, propone in miniatura il vasto e complesso mondo dell’arte. Chiama gli artisti a mettersi in gioco assieme ai curatori, a quei critici particolari che, letteralmente, si prendono cura delle opere. Pragmatica vuole essere un luogo privilegiato dove gli autori e le opere incontrano il pubblico e ad esso si schiudono. I giovani curatori si sono messi a loro disposizione per offrire al pubblico la loro funzione di primi interpreti.
Da due secoli circa, da quando si è formato il mercato dell’arte, le opere entrano in rapporto con il pubblico in quanto merce, come già aveva colto Johann Heinrich Füssli. Gli artisti sono virtualmente soli di fronte al mercato, non più scelti, guidati e sostenuti dalla committenza, ma “liberi” di scegliere cosa e come fare. La figura del committente è stata sostituita da quella del collezionista che, acquistando l’opera, ne sancisce il valore, la sua sopravvivenza come opera d’arte, e al contempo sanziona il valore dell’autore in quanto artista. Forse ancora non è evidente a qualcuno il cambiamento radicale avvenuto quando alla figura del committente si è sostituita la figura del collezionista. In quanto merce l’opera ha valore quando le è riconosciuto un prezzo. Lo attesta la consuetudine di stimare il valore quantificandone il prezzo ossia istituendo l’identità valore=prezzo. Già Charles Baudelaire, rivolgendosi ai borghesi nella visita ai Salon parigini, agli albori della critica d’arte contemporanea, aveva colto l’importanza del critico quale mediatore fra artista, altrimenti incompreso, e pubblico, ignaro e indifferente. Da allora il sistema dell’arte è incrementato smisuratamente, articolando i ruoli e i luoghi di incontro, dove i collezionisti, apprezzando le opere d’arte, sanciscono la qualità degli autori. Quasi leggendarie le figure dei grandi galleristi fra Ottocento e Novecento, come Paul Durand-Ruel, Ambrosie Vollard e Daniel-Henry Kahnweiler, con le loro “scuderie” di artisti. Il Novecento ha eletto le gallerie come luoghi di formazione del valore, mentre gli atelier sono i luoghi della produzione delle opere. Ora, mentre le grandi collezioni pubbliche e le grandi mostre internazionali vidimano il valore assoluto degli autori, le grandi collezioni mondiali sanciscono il prezzo e quindi il valore delle loro opere, che vengono scambiate nelle aste newyorkesi e londinesi e nelle innumerevoli fiere.
Le grandi collezioni sono diventate multinazionali dell’arte, capaci di muovere folle e di rigenerare intere città con conseguenti effetti economici che interessano i poteri politici e le grandi banche d’affari, mentre la statura delle archistar è consacrata dalla progettazione dei luoghi espositivi dell’arte.

“A che serve la critica?”, si chiedeva già Baudelaire agli albori del contemporaneo sistema dell’arte. Quale ruolo svolge la critica nel rapporto fra artista e pubblico? Questa domanda è ancora attuale, se il valore dell’opera è indicato dal valore di scambio? Il critico può ancora favorire od ostacolare il successo degli autori ergendosi a giudice? O è relegato a una funzione di complemento, subalterna ai valori già sanciti dal mercato, chiamato a confezionare un prodotto, ad assumersi esclusivamente la responsabilità del packaging? Quale ruolo svolge in particolare il curatore, quel critico che elegge l’opera all’esposizione, facendosi carico di un suo primo implicito ed esplicito giudizio?

A queste domande autori e curatori di Pragmatica hanno dato ognuno la propria risposta. Si sono scelti e conosciuti reciprocamente, dando vita ad un laboratorio che, nella sua singolarità, si costituisce come esemplare proposta. L’esposizione nell’Ex Macello di Padova, appuntamento ormai annuale voluto dall’Associazione Paolo Capovilla, segue in questa occasione un’impostazione diversa dalle precedenti edizioni.
Eletto a tema non è più un soggetto comune e vincolante, bensì la condizione stessa dell’artista, sciolto da vincoli con gallerie e quindi libero di scegliere sia cosa trattare sia come interpretare. Ogni autore, sedicente artista finché il pubblico non ne riconosce il valore, può seguire la sua poetica autoreferenziale o rivolgersi ad un soggetto esterno a cui dare la propria forma individuale. Artista e curatore, forse in simbiosi o in dialettico confronto, allestiscono lo spazio espositivo come fosse una piccola personale e assieme hanno modo di presentare le opere a loro incondizionata responsabilità.
L’Ex Macello, eletto ormai a luogo espositivo dell’arte contemporanea al suo stato sorgivo, con le sue distinte campate accoglie volentieri questa intenzione e si propone al pubblico, destinatario e ultimo giudice.


Visitatori


Volevo cogliere l'occasione per ringraziare tutti i collaboratori all'organizzazione dell'evento e alla magnifica riuscita dell'inaugurazione.
Vi aspetto tutti alle serate di presentazione dei curatori, in particolare, scusate se ne approfitto, alla serata del 21 settembre 2011 alle ore 21.00, durante la quale la curatrice Katia Giovinazzo presenterà i miei lavori in mostra.

Raniero

martedì 13 settembre 2011

Pragmatica, ipotesi per una collezione d'arte contemporanea


Pragmatica
Ipotesi per una collezione d’arte contemporanea.

Sembra uno strano titolo per una mostra, almeno sembra, in realtà Pragmatica è una disciplina che si occupa di linguaggio, comunicazione e concreti scambi comunicativi, in altre parole tutto quello che avviene all'interno di una mostra d'arti visive.
L'impronta pratica e concreta che l'artista vuole dare con il suo operare, con il suo "fare arte" attraverso un proprio linguaggio per entrare in comunicazione diretta con chi lo osserva.
Un segno concreto rivolto anche alle amministrazioni che, troppo spesso, guardano altrove o troppo lontano per cogliere cosa può offrire il territorio locale in termini di espressioni artistiche, non solo rivolte al mercato fine a se stesso ma come "oggetto e soggetto culturale" in un momento in cui l'arte e la cultura vengono subordinate ed equiparate all'efficienza ed efficacia produttiva e di commercio.
Pragmatica, in controtendenza, sarà un evento per non rinnegare e per rivendicare le nostre vere radici artistiche fondate su spazi, sempre meno presenti e oramai introvabili, in cui operare e condividere le proprie esperienze artistiche, prima con "colleghi" e poi con il resto della comunità, facendoli diventare veri e propri punti culturali e formativi se non anche educativi.
Questo appuntamento dovrebbe diventare un "messaggio concreto" e un momento di conoscenza per stimolare la consapevolezza delle potenzialità e dei "bisogni" degli artisti proprio in contrapposizione alle logiche di mercato e agli affaristi che hanno trasformato l'arte in business.
La mostra, presso lo spazio espositivo Ex Macello, via Cornaro 1 a Padova, dal 9 settembre al 2 ottobre 2011, si struttura in un vernissage di presentazione generale in cui si enfatizza l'idea comune che ha spinto l'associazione Capovilla a presentare i singoli associati con la propria produzione in piccoli atelier e, durante le tre settimane della mostra con cadenza regolare, un gruppo di giovani curatori - critici d'arte presenteranno singolarmente due o tre artisti per ogni appuntamento serale.
Una sorta di mostra nella mostra, di approfondimento nato dall'avvicinamento e dalla condivisione tra un "artista" e un giovane curatore, allo scopo di far conoscere la propria arte attraverso una visione critica e priva di contaminazioni commerciali ma, prima di tutto, nella sinergia di elementi che potrebbero sembrare lontani, se non altro anagraficamente, ma che hanno una convergenza d’intenti nel “fare e nel promuove l'arte”.

Calendario

12-09-2011 Lisa Parolo
presenta A. Dzouzi - O. Marcon, L. Rotundo

13-09-2011 Guido Bartorelli
conferenza “Cronache dalla Biennale di Venezia 2011”

14-09-2011 Giulia Giraldo
presenta Pia Camporese, F. Giraldo, S. Marchioro

19-09-2011 Edoardo Anastasio
presenta G. Ceccherini, F. Zerbetto

20-09-2011 Caterina Mestrovich
presenta F. Fobia, R. Nicolè

21-09-2011 Katia Giovinazzo
presenta R. Menin, G. Omodeo

22-09-2011 E. Beni, M. Palladino
presentano Paolo Camporese, C. Fornas

26-09-2011 Elisabetta Vanzelli
presenta N. Cordioli, F. Galletti, M. Ruzza, F. Storti

27-09-2011 Chiara Rizzante
presenta D. Pedrocco, S. Strukul

28-09-2011 Benedetta Turlon
presenta C. Pizzo, C. Rigato

29-09-2011 Federica Magro
presenta S. Giacometti, P. Perego

Tutti gli incontri si svolgono allo spazio espositivo Ex Macello, via Cornaro 1, Padova, alle ore 21

Raniero

martedì 26 luglio 2011

Uomo - Prodotto vs Prodotto - Uomo

Agli inizi degli anni '90, nel settore moda e accessori si è sentito l'esigenza di introdurre una nuova figura professionale : "Uomo - Prodotto".
"L'Uomo Prodotto definisce  le linee di sviluppo produttivo ed organizzativo, coordina le funzioni aziendali che operano alla definizione del prodotto, supporta i responsabili  acquisti materie prime ed i responsabili di produzione per raggiungere  la qualità attesa dei prodotti. Si interpone tra il Marketing, lo Stile, la Produzione e partecipa attivamente al processo creativo del prodotto. Figura praticamente identificata con il processo di creazione del prodotto."

Prodotto UomoProseguendo il ragionamento sulla "connotazione del presente" mi è venuto spontaneo giocare con queste due parole e l'uomo - prodotto è diventato "Prodotto - Uomo", ossia l'oggetto, e non più soggetto, della filiera produttiva, ossia l'identificazione con il prodotto stesso, con le sue caratteristiche, con il suo "uso", "consumo" e, purtroppo, con il suo prezzo.

Mi sono lasciato ispirare da Pellizza da Volpedo, con il suo "Quarto stato", celebre dipinto realizzato agli inizi del '900, (cento anni fa circa) che raffigura una scena di vita sociale, lo sciopero, ma non solo questo; simboleggia pure "il popolo" che avanza verso la luce.
Particolare Uomo Prodotto  Ho rappresentato il "nuovo quarto stato", potremmo anche chiamarlo il "quinto stato".
Nulla più raffigura l'avanzata fiera dei lavoratori e lavoratrici verso la luce, ma invece li rappresento visti da dietro, in modo impersonale, che guardano verso il nulla, il buio e ciascuno con il proprio codice a barre a identificarli come in uno scaffale di un IPERMERCATO.

Dall'uomo-prodotto al prodotto-uomo appunto.



Qui a fianco due particolari


Raniero

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martedì 5 luglio 2011

L'arte e "l'usa e getta", un possibile punto d'incontro.


Per continuare il discorso sul "consumismo", ho unito due estremi, la massima espressione artistica pittorica ossia il ritratto e l'elemento più effimero nell'ambito del consumo ossia la carta da regalo. Estremi non solo nell'uso, uno per durare quasi per sempre, l'altro invece qualche minuto, ma anche nella modalità di "produzione". Il ritratto è il frutto di un insieme di studi e di metodologie artistiche, di prove e di tecniche molto personali, la carta da regalo, invece, viene prodotta in serie, in modo industriale, automatico, con ricchezza cromatica e a prezzi sempre più economici. La sua funzione praticamente è proprio "usa e getta"e una volta aperto il pacco viene cestinata e buttata via.
Io ne faccio supporto per la mia pittura, una sorta di estremi che, in un equilibrio instabile, danno vita ad una espressione artistica.


Raniero

Ritratto 3, Acrilico su carta da regalo, 70 x 70 cm
Ritratto 4, Acrilico su carta da regalo, 70 x 70 cm
Ritratto 6, Acrilico su carta da regalo, 70 x 70 cm

Raniero

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