lunedì 9 aprile 2012
domenica 4 dicembre 2011
Any Where 18 Dicembre 2011 Galleria Samonà, via Roma, Padova
Any Where Era il 2004 quando conobbi Silvio De Campo e Renata Galiazzo durante una conferenza tenutasi nel Liceo Artistico. C'è stata quasi subito un'affinità d'animo, personale, più che artistico.Nel 2005, credo di ricordare esattamente, durante una loro mostra mi hanno coinvolto in questo progetto ANY WHERE, ossia nell'installare alcune loro riproduzioni fotografiche di opere in posti particolari e realizzarne una foto come "testimonianza" dell'installazione.Renata e Silvio hanno raccolto queste foto e all'interno della mostra STUDIO, inaugurata il 4 di Dicembre, prenderà vita il progetto ANY WHERE, presentato appunto il 18 Dicembre 2011.Ho partecipato molto volentieri a questo progetto con due montaggi fotografici di due opere di Silvio e Renata su ambienti virtuali creando così un'opera sull'opera, enfatizzando il primordiale messaggio delle opere di Silvio e Renata, amplificando l'essenza seppur decontestualizzando il loro lavoro, appunto cambiandone fisicamente l'ubicazione.Ringrazio Silvio e Renata per l'occasione che mi hanno dato e per la loro amicizia.
Raniero |
martedì 27 settembre 2011
Presentazione a Pragmatica, 21 settembre 2011
Presentazione a Pragmatica Volevo ringraziare Katia Giovinazzo per il lavoro fatto e la presentazione delle mie opere esposte a Pragmatica durante la serata del 21 settembre, altresì ringraziare tutti i partecipanti all'evento che mi hanno dimostrato affetto e partecipazione. Ho postato qui la prima parte del video per che volesse vedere l'evento.
Un doveroso ringraziamento a Stefano per il lavoro di ripresa e montaggio
Raniero |
sabato 17 settembre 2011
Inaugurazione PRAGMATICA
Roberto Callegari, presidente dell'associazione Capovilla mentre presenta l'evento "PRAGMATICA"
Alcuni giovani curatori presenti alla serata dell'inaugurazioneVale la pena di citarli tutti i giovani curatori, ringraziandoli della loro partecipazione e per il lavoro svolto;puramente in ordine di apparizione:
Lisa Parolo
Giulia Giraldo
Edoardo Anastasio
Caterina Mestrovich
Katia Giovinazzo
Elena Beni
Maria Palladino
Elisabetta Vanzelli
Chiara Rizzante
Benedetta Turlon
Federica Magro
Guido Galesso, critico d'arte durante il suo intervento di apertura su "PRAGMATICA" Un estratto dal suo intervento:
Il campo entro il quale si giocano i rapporti fra artista e critica può essere schematicamente definito entro le due concezioni dell’arte e della critica rappresentati dalle due descrizioni precedenti, che possiamo considerare simili a due poli d’attrazione. Fra i due poli agiscono le varie componenti che formano il mondo dell’arte, gli autori e il pubblico, gli artisti, i critici, i curatori, i galleristi i collezionisti.
Pragmatica, promossa dall’Associazione Paolo Capovilla, propone in miniatura il vasto e complesso mondo dell’arte. Chiama gli artisti a mettersi in gioco assieme ai curatori, a quei critici particolari che, letteralmente, si prendono cura delle opere. Pragmatica vuole essere un luogo privilegiato dove gli autori e le opere incontrano il pubblico e ad esso si schiudono. I giovani curatori si sono messi a loro disposizione per offrire al pubblico la loro funzione di primi interpreti.
Da due secoli circa, da quando si è formato il mercato dell’arte, le opere entrano in rapporto con il pubblico in quanto merce, come già aveva colto Johann Heinrich Füssli. Gli artisti sono virtualmente soli di fronte al mercato, non più scelti, guidati e sostenuti dalla committenza, ma “liberi” di scegliere cosa e come fare. La figura del committente è stata sostituita da quella del collezionista che, acquistando l’opera, ne sancisce il valore, la sua sopravvivenza come opera d’arte, e al contempo sanziona il valore dell’autore in quanto artista. Forse ancora non è evidente a qualcuno il cambiamento radicale avvenuto quando alla figura del committente si è sostituita la figura del collezionista. In quanto merce l’opera ha valore quando le è riconosciuto un prezzo. Lo attesta la consuetudine di stimare il valore quantificandone il prezzo ossia istituendo l’identità valore=prezzo. Già Charles Baudelaire, rivolgendosi ai borghesi nella visita ai Salon parigini, agli albori della critica d’arte contemporanea, aveva colto l’importanza del critico quale mediatore fra artista, altrimenti incompreso, e pubblico, ignaro e indifferente. Da allora il sistema dell’arte è incrementato smisuratamente, articolando i ruoli e i luoghi di incontro, dove i collezionisti, apprezzando le opere d’arte, sanciscono la qualità degli autori. Quasi leggendarie le figure dei grandi galleristi fra Ottocento e Novecento, come Paul Durand-Ruel, Ambrosie Vollard e Daniel-Henry Kahnweiler, con le loro “scuderie” di artisti. Il Novecento ha eletto le gallerie come luoghi di formazione del valore, mentre gli atelier sono i luoghi della produzione delle opere. Ora, mentre le grandi collezioni pubbliche e le grandi mostre internazionali vidimano il valore assoluto degli autori, le grandi collezioni mondiali sanciscono il prezzo e quindi il valore delle loro opere, che vengono scambiate nelle aste newyorkesi e londinesi e nelle innumerevoli fiere.
Le grandi collezioni sono diventate multinazionali dell’arte, capaci di muovere folle e di rigenerare intere città con conseguenti effetti economici che interessano i poteri politici e le grandi banche d’affari, mentre la statura delle archistar è consacrata dalla progettazione dei luoghi espositivi dell’arte.
“A che serve la critica?”, si chiedeva già Baudelaire agli albori del contemporaneo sistema dell’arte. Quale ruolo svolge la critica nel rapporto fra artista e pubblico? Questa domanda è ancora attuale, se il valore dell’opera è indicato dal valore di scambio? Il critico può ancora favorire od ostacolare il successo degli autori ergendosi a giudice? O è relegato a una funzione di complemento, subalterna ai valori già sanciti dal mercato, chiamato a confezionare un prodotto, ad assumersi esclusivamente la responsabilità del packaging? Quale ruolo svolge in particolare il curatore, quel critico che elegge l’opera all’esposizione, facendosi carico di un suo primo implicito ed esplicito giudizio?
A queste domande autori e curatori di Pragmatica hanno dato ognuno la propria risposta. Si sono scelti e conosciuti reciprocamente, dando vita ad un laboratorio che, nella sua singolarità, si costituisce come esemplare proposta. L’esposizione nell’Ex Macello di Padova, appuntamento ormai annuale voluto dall’Associazione Paolo Capovilla, segue in questa occasione un’impostazione diversa dalle precedenti edizioni.
Eletto a tema non è più un soggetto comune e vincolante, bensì la condizione stessa dell’artista, sciolto da vincoli con gallerie e quindi libero di scegliere sia cosa trattare sia come interpretare. Ogni autore, sedicente artista finché il pubblico non ne riconosce il valore, può seguire la sua poetica autoreferenziale o rivolgersi ad un soggetto esterno a cui dare la propria forma individuale. Artista e curatore, forse in simbiosi o in dialettico confronto, allestiscono lo spazio espositivo come fosse una piccola personale e assieme hanno modo di presentare le opere a loro incondizionata responsabilità.
L’Ex Macello, eletto ormai a luogo espositivo dell’arte contemporanea al suo stato sorgivo, con le sue distinte campate accoglie volentieri questa intenzione e si propone al pubblico, destinatario e ultimo giudice.
VisitatoriVolevo cogliere l'occasione per ringraziare tutti i collaboratori all'organizzazione dell'evento e alla magnifica riuscita dell'inaugurazione.Vi aspetto tutti alle serate di presentazione dei curatori, in particolare, scusate se ne approfitto, alla serata del 21 settembre 2011 alle ore 21.00, durante la quale la curatrice Katia Giovinazzo presenterà i miei lavori in mostra.
Raniero |
martedì 13 settembre 2011
Pragmatica, ipotesi per una collezione d'arte contemporanea
| Pragmatica |
Sembra uno strano titolo per una mostra, almeno sembra, in realtà Pragmatica è una disciplina che si occupa di linguaggio, comunicazione e concreti scambi comunicativi, in altre parole tutto quello che avviene all'interno di una mostra d'arti visive. |
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Calendario Tutti gli incontri si svolgono allo spazio espositivo Ex Macello, via Cornaro 1, Padova, alle ore 21 |
martedì 26 luglio 2011
Uomo - Prodotto vs Prodotto - Uomo
Agli inizi degli anni '90, nel settore moda e accessori si è sentito l'esigenza di introdurre una nuova figura professionale : "Uomo - Prodotto". | ||
![]() | Proseguendo il ragionamento sulla "connotazione del presente" mi è venuto spontaneo giocare con queste due parole e l'uomo - prodotto è diventato "Prodotto - Uomo", ossia l'oggetto, e non più soggetto, della filiera produttiva, ossia l'identificazione con il prodotto stesso, con le sue caratteristiche, con il suo "uso", "consumo" e, purtroppo, con il suo prezzo. Mi sono lasciato ispirare da Pellizza da Volpedo, con il suo "Quarto stato", celebre dipinto realizzato agli inizi del '900, (cento anni fa circa) che raffigura una scena di vita sociale, lo sciopero, ma non solo questo; simboleggia pure "il popolo" che avanza verso la luce. | |
| Ho rappresentato il "nuovo quarto stato", potremmo anche chiamarlo il "quinto stato". Nulla più raffigura l'avanzata fiera dei lavoratori e lavoratrici verso la luce, ma invece li rappresento visti da dietro, in modo impersonale, che guardano verso il nulla, il buio e ciascuno con il proprio codice a barre a identificarli come in uno scaffale di un IPERMERCATO. Dall'uomo-prodotto al prodotto-uomo appunto. Qui a fianco due particolari | |
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martedì 5 luglio 2011
L'arte e "l'usa e getta", un possibile punto d'incontro.
Per continuare il discorso sul "consumismo", ho unito due estremi, la massima espressione artistica pittorica ossia il ritratto e l'elemento più effimero nell'ambito del consumo ossia la carta da regalo. Estremi non solo nell'uso, uno per durare quasi per sempre, l'altro invece qualche minuto, ma anche nella modalità di "produzione". Il ritratto è il frutto di un insieme di studi e di metodologie artistiche, di prove e di tecniche molto personali, la carta da regalo, invece, viene prodotta in serie, in modo industriale, automatico, con ricchezza cromatica e a prezzi sempre più economici. La sua funzione praticamente è proprio "usa e getta"e una volta aperto il pacco viene cestinata e buttata via. Io ne faccio supporto per la mia pittura, una sorta di estremi che, in un equilibrio instabile, danno vita ad una espressione artistica.
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Ritratto 3, Acrilico su carta da regalo, 70 x 70 cm | ||
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Ritratto 4, Acrilico su carta da regalo, 70 x 70 cm | ||
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Ritratto 6, Acrilico su carta da regalo, 70 x 70 cm | ||
Raniero Per saperne di più vai sul mio sito | ||











